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日志


10月15日

Schianto in diretta...

Era il lontano 1968 (l’anno che ha cambiato il mondo) quando per la prima volta le televisioni riuscirono a trasmettere “live”. Infatti, in quel anno per la prima volta le immagini di una guerra entravano nelle case quasi in contemporanea con le operazioni sul campo.

Così la gente, durante l’offensiva del Tèt, si è potuta rendere conto della crudeltà e tragicità della guerra in Vietnam.

Quel anno la gente ha capito che i politici mentono, infatti quando una manifestazione studentesca a Chicago e stata affrontata dal Sindaco con l’impiego della polizia, della quale le televisioni ne mandavano in onda la ferocità, il Sindaco si impegnava a dare la colpa degli scontri agli studenti.

 

Qualche giorno fa un aereo privato si è andato a schiantare contro un grattacielo residenziale di Manhattan, e complice la paura degli americani, il fatto che su Fox, colosso delle televisioni, andassero in onda, già da un minuto dopo lo scontro, le immagini dell’aereo è stato un evento, uno scoop.

Come ha fatto Fox, ad andare in onda con questa tempestività?

Semplice, a mandare le immagini è stato Scott  Wilder, uno degli operatori di Fox dotati di Treo 700 che circolano per le vie di New York.

Cos’è il Treo 700?

E’ un cellulare, che è anche un computer, e che è anche una telecamera. Costa circa 500 €uro.

 

In ogni caso, quanto accaduto è da considerare come un passo in avanti nel panorama del giornalismo multimediale: il Treo 700 basato ha permesso a Fox di coprire un evento in pochi minuti senza dove necessariamente attendere l'arrivo delle classiche troup per il link satellitare o utilizzare apparecchiature portatili costose. E poi, chi se l'aspettava che quell'aereo cadesse proprio lì, proprio in quel momento?

Questa nuova tecnologia magari potrà evitare che gli eventi possano essere “distorti” da chi possiede il potere dei media. Infatti da ora in poi non è più importante la qualità del servizio o i suoi contenuti, ma diventa importante la tempestività con la quale si andrà in onda.
5月30日

Sentite qua...

"Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformate in azioni." 
M.K. "Mahatma" Gandhi (1869-1948), politico indiano
 
Penso da sempre che al Sud prima che attaccare i mafiosi bisogna realizzare una "Rivoluzione Culturale", bisogna cambiare il modo di rapportarsi al Potere, soprattutto al potere mafioso.
...qualche "intervento" fà avevo parlato di organizzare qualcosa di importante per il Sud, che facesse sentire la voce di quei ragazzi che si oppongono allo strapotere della mafia, ed avevo chiesto aiuto a chiunque passasse dal mio blog.
Qualcuno mi ha ascoltato!
 
Ho conosciuto, attraverso il Forum del sito dei "Ragazzi di Locri", un ragazzo (Alessandro) che fa parte di una organizzazione, Prospettive Parallele, che ha lo "Scopo fondamentale ... di promuovere iniziative socio-culturali che fungano da volano per lo sviluppo sociale, economico, culturale e civile" (art. 3 dello statuto) del Sud. La sede dell'organizzazione è nella città calabrese di Vibo Valentia, dove, dal 29 Agosto al 3 Settembre, Prospettive Parallele sta organizzando una manifestazione che faccia sentire la nostra voce, e la voce della nostra cultura.
Alessandro mi ha contattato, e parlato dell'idea che sta nascendo dentro Prospettive Parallele, io di mio ho messo l'entusiasmo e qualche amico che suona.
Ora si passa all'organizzazione!
 
Che dire? ..c'è l'ho fatta! ..ho conosciuto altra gente che la pensa come me, e che si vuole s-muovere.
Spero che questo articolo lo leggiate in tanti, e saranno ben accetti tutti i vostri commenti, le vostre proposte e le vostre iniziative.
Grazie!
Mark
5月25日

..e adesso ammazzatecci tutti 2...

La canzone che state ascoltando è "Adesso ammazzateci tutti", (musica di Pino Barilla', arrangiamento di Alessandro Luvara', testo di Giovanni Pecora), è il canto di liberazione di una terra, la Calabria, oppressa da secoli di soprusi e di violenza imposta dalla 'ndrangheta.
Questa canzone è nata come inno del gruppo dei "ragazzi di Locri", che potete conoscere cliccando sui loro siti che stanno nel mio blog.
Per scaricarla potete cliccare qui!
 
Per tutti coloro che si erano mostrati interessati alla mia idea del "concerto per il Sud", prometto che appena riuscirò a trovare qualcuno che abbia i mezzi per aiutarmi a realizzarlo farò sapere tutto.
Ringrazio poi soprattutto i ragazzi del gruppo ZeroLabStation, (che vi invito a conoscere!), e sono quelli che si sono dimostrati più entusiasti verso la mia idea.
 
Un grazie particolare anche a Claudio che mi ha permesso di "hostare" la canzone sul suo blog.
 
Vi chiedo però un favore: andate sul blog dei ragazzi di Locri e sul forum del sito "ammazzatecci tutti" e fate sentire che siete della mia idea, fate sentire che si può fare.
 
Grazie a tutti!
 
Mark
5月21日

E adesso ammazzatecci tutti!

Beato il popolo che non ha bisogno di eroi.        Bertolt Brecht 
 
 
 Il 16 ottobre del 2005 la Calabria ha conosciuto uno dei giorni più tristi delle sua storia.
Quel giorno, così vicino che pure sembra lontanissimo, veniva ucciso, a Locri, a colpi di arma da fuoco il vice-presidente del consiglio regionale Franco Fortugno.
  Questa vicenda ha scosso non poco la Calabria, e soprattutto ha scosso la coscienza di tanti giovani calabresi.
In molti ci siamo chiesti cosa stesse succedendo, e ce lo chiediamo ancora, senza avere risposta alcuna.
Ci si è chiesti perchè un politico di cui molti di noi non avevano mai sentito parlare, dovesse essere ucciso. Cercando di dare risposte a queste domande, scopri che Franco Fortugno ha avuto soltanto la colpa di essere "pulito", trasparente. Ha avuto la colpa di chiedere a noi giovani di fare altrettanto, ci ha chiesto di saper discriminare tra i giusti e i corrotti. Ha voluto solo aprirci gli occhi su cose che noi tutti sappiamo, e facciamo finta di non sapere.
 E' stato ammazzato perchè lo hanno sentito, prima che lo facessimo noi,  "gli altri", i mafiosi.
Mentre noi giovani cerchiamo di scappare dalla Calabria, o se ci restiamo cerchiamo di vivere solo la parte bella della nostra terra, "gli altri" ci rubano la nostra aria e la libertà di vivere la Calabria.
E' facile vivere con indifferenza, far finta che intorno a noi la 'ndrangheta non esista, è facile persino scordarsi che la 'ndrangheta ogni anno fa decine di vittime. Sbagliamo a vivere così!
 
La vicenda di Franco Fortugno ha prodotto una scossa all'interno dei giovani calabresi: è così infatti è nata l'associazione "i ragazzi di Locri".
Questa organizzazione è composta da giovani ragazzi calabresi, per lo più (purtroppo, solo) della locride. Questi si sono prodigati per una serie di manifestazioni e di attività contro la 'ndrangheta (e tutte le mafie!).
Purtroppo col passare del tempo questi sembrano essere diventati solo un gruppo di ragazzi in mano ai media, infatti sono i media che decidono quando parlarne, ed i media che continuano a definirli i ragazzi di locri, quando in realtà sono "i ragazzi di Calabria".
E' triste pensare che perchè nascesse questa organizzazione sia dovuto accadere una vicenda così grave come quella occorsa a Franco Fortugno, ma questo è comunque un segno importante: la Calabria vuole cambiare, può farlo, possiamo farlo.
 
Avrei dovuto fare questo intervento da un bel pò, ma meglio tardi che mai!
Ho inserito dei collegamenti permanenti al sito e al blog dei ragazzi di Locri, sperando che questo possa servire a non farli dimenticare, o ad ignorare come è stato fatto con Franco Fortugno.
                                                                                                                                                             Mark
5月11日

Il presidente Giorgio Napolitano (speriamo bene!)

Giorgio Napolitano (Napoli, 29 giugno 1925) è l'undicesimo Presidente della Repubblica Italiana (eletto il 10 maggio 2006).

Nel 1942, a soli diciassette anni, fondava un gruppo antifascista e comunista che nel corso della Seconda guerra mondiale prenderà parte a numerose azioni nella resistenza contro i nazisti. Nel 1945 aderì al Partito Comunista Italiano, di cui fu segretario federale a Napoli e Caserta. Due anni dopo, nel 1947, si laureava in giurisprudenza all'Università di Napoli, con una tesi di economia politica.

Eletto deputato nel 1953 (e successivamente sempre rieletto, nella circoscrizione di Napoli, fino al 1996), divenne responsabile della commissione meridionale del Comitato Centrale del PCI, di cui era diventato membro a partire dall'VIII congresso (1956).

In quell'anno, tra l'ottobre e il novembre, si consumò da parte dell'URSS la repressione dei moti operai ungheresi, che la dirigenza del PCI condannò come controrivoluzionari. Napolitano, nella sua autobiografia politica "Dal PCI al socialismo europeo", parla del suo "grave tormento autocritico" riguardo a quella posizione, nata dalla concezione del ruolo del Partito comunista come "inseparabile dalle sorti del campo socialista guidato dall'URSS", contrapposto al fronte "imperialista".

L'Unità arrivò persino a definire gli operai insorti "teppisti" e "spregevoli provocatori". In quel periodo, non tutti nel comunismo europeo condivisero quella scelta, tanto che la CGIL (come in Francia un gruppo di intellettuali) consumò uno strappo notevole, affermando che quella d'Ungheria era da considerare una legittima rivoluzione, e che nel comunismo si dovevano aprire le prospettive di una apertura democratica. Questa contraddizione interna diventava ancora più evidente dal momento che l'VIII Congresso del PCI si era svolto all'insegna della "via italiana al socialismo" come via democratica e nazionale, con il principale apporto di Giorgio Amendola, di cui Napolitano si considerò sempre un allievo.

Tra il 1960 e il 1962 è responsabile della sezione lavoro di massa; successivamente, dal 1963 al 1966, è segretario della federazione comunista di Napoli. Dopo essere entrato, a partire dal X Congresso, nella direzione nazionale del partito, dal 1966 al 1969 diventa coordinatore dell'ufficio di segreteria e dell'ufficio politico del PCI.

Tra il 1969 e il 1975, si occupa principalmente dei problemi della vita culturale del Paese, come responsabile della politica culturale del PCI. Il suo libro "Intervista sul PCI" con Eric Hobsbawm (Laterza 1975) ebbe un grande successo, con traduzioni in oltre 10 paesi.

Nel periodo della solidarietà' nazionale (1976-79) fu portavoce del PCI nei rapporti con il governo Andreotti, sui temi dell'economia e del sindacato. Negli anni '70 svolse una grande attività all'estero, tenendo conferenze negli istituti di politica internazionale in Gran Bretagna, in Germania e (cosa all'epoca inusuale per un politico italiano) nelle Università degli Stati Uniti (Harvard, Princeton, Yale, Chicago, Berkeley, SAIS e CSIS di Washington).

Dal 1976 al 1979 fu responsabile della politica economica del partito, mentre dal 1986 ne diresse la commissione per la politica estera e le relazioni internazionali.

Alla morte di Enrico Berlinguer, Napolitano si trovò ad essere tra i possibili successori alla segreteria del partito; gli venne tuttavia preferito Alessandro Natta.

Esponente della corrente moderata e socialdemocratica (capo cioè dei cosiddetti miglioristi), nel luglio del 1989 fu Ministro degli Esteri nel governo-ombra del PCI, da cui si dimise all'indomani del congresso di Rimini, in cui si dichiarò favorevole alla trasformazione in Partito Democratico della Sinistra.

Più volte capogruppo alla Camera dei Deputati del PCI, dal 1989 al 1992 è stato parlamentare europeo

Nel 1992 venne eletto Presidente della Camera dei Deputati sostituendo Oscar Luigi Scalfaro che era stato eletto Presidente della Repubblica Italiana.

In quegli anni all'interno del PCI prevale, in politica estera, la linea di Napolitano di "piena e leale" solidarietà agli USA e alla NATO.

Successivamente, Romano Prodi lo sceglierà come Ministro dell'Interno del suo governo nel 1996. In questa veste propone quella che diverrà nel luglio 1998 la Legge Turco-Napolitano, che istituisce i Centri di permanenza temporanea (CPT) per gli immigrati clandestini.

Dopo la caduta dell'esecutivo guidato da Prodi, fu europarlamentare dal 1999 al 2004 tra le fila dei Democratici di Sinistra, e ricoprì in quella sede la carica di Presidente della Commissione Affari Costituzionali (AFCO), una delle più influenti del Parlamento Europeo.

Il 23 settembre 2005 è stato nominato, contemporaneamente a Sergio Pininfarina, senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Il 10 maggio 2006 è stato eletto undicesimo Presidente della Repubblica Italiana alla quarta votazione con 543 voti su 990 votanti dei 1009 aventi diritto. È il primo ex-comunista a salire al Colle nella storia della Repubblica.